Avete mai sentito parlare della lacrima della vite? Non temete, ha un significato positivo: è la reazione alla potatura, l’inizio di un nuovo ciclo, nuova vita che si manifesta.
La lacrima della vite è l’arma della pianta per cicatrizzare il trauma della potatura, è linfa vitale. Ci appare spontaneo il parallelismo con alcune fasi della vita: cicatrizzare un dolore per rinascere con più vigore. La fase che in natura precede il risveglio primaverile può corrispondere alla capacità umana di rinnovarsi.
No, non stiamo parlando del Pianto Primaverile, il risveglio della pianta. Ma di un passaggio precedente, che avviene quando è ancora inverno.
Le piante di vite, potate nei mesi freddi, in febbraio si presentano con la “lacrima”; si tratta di acqua, risucchiata dal terreno, che fuoriesce in forma di linfa, a “disinfettare” le “ferite” della potatura.
Cicatrizzare i tralci amputati è la fase che precede la crescita rigogliosa che inizierà in primavera.
Questo meccanismo di reidratazione, assorbendo acqua dalle radici, fornisce un messaggio importante ai viticoltori: termina il periodo in cui è opportuno potare, le sostanze contenute nel ceppo vengono distribuite nei vari organi della pianta. La lacrima precede di almeno un mese il germogliamento ma denota che la natura è viva.
Natura che si esprime quindi, capace di soffrire se stressata da agenti atmosferici o troppo concime, se non sufficientemente nutrita, se privata di acqua o di sole. Capace di incamerare le risorse che in seguito serviranno a manifestarsi rigogliosamente.

La pianta non nega una fase traumatica – la recisione – ma reagisce preparandosi a rinascere, più sana e vigorosa di prima. Ci piace immaginare uno specchio, in cui la vita della vite riflette quella degli esseri umani.A volte si vive un inverno interiore, si accusa il colpo di un trauma. Ma ascoltando i cicli naturali, diversi da persona a persona, si può reagire a un evento difficile trasformandolo in strumento di nuova forza. L’intermezzo fra l’inverno (la difficoltà, il problema) e la primavera (lo sbocciare di nuove risorse, nuovi frutti) è una fase dell’esistenza che merita attenzione.
Nei vigneti, in febbraio i filari sono abitati da creature contorte; sebbene ognuna viva in funzione di sé stessa, adattandosi alle pendenze e al terreno, si intreccia alle altre, ai supporti che trova crescendo. Come le relazioni fra umani… non trovate un’analogia?
Crediamo fortemente che Madre Natura sia pervasa da equilibri che dovremmo rispettare, apprendere e far nostri. Anche noi possiamo generare una lacrima, capace di trasformare il nostro essere o le nostre relazioni rendendole più forti.
Le prossime settimane sul calendario ci ricordano relazioni che meritano di essere sottolineate. Da San Valentino, che da amore romantico può espandersi in affetti profondi, alla Festa della Donna, in cui è sempre bello ribadire alle amiche la fierezza, l’orgoglio di esser donne, l’empatia e la complicità che sono intrinsecamente femminili.


Vi proponiamo di festeggiare insieme a noi, di brindare alla vita e alle nuove fasi che stanno per sbocciare.
Il nostro prosecco è fornito in confezioni da 6 bottiglie.
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